Il popolare conduttore Carlo Conti è così intervenuto a intervenuto a Roma al seminario "Tv ludens, tra bisogno e abuso": "Mi preoccupa molto l'avvento del poker in tv. Fossi io a decidere allargherei la fascia protetta a ben oltre le ore 22,00". E aggiunge poi: "Il Poker, così come il gioco d'azzardo in generale, è una illusoria scorciatoia di facili guadagni. Ed è uno dei messaggi più negativi che arrivano ai giovani d'oggi. Ragazzi che non sanno perdere, che devono essere vincitori per forza. Ragazzi che non sanno cosa significhi accontentarsi anche del solo gusto di averci provato, non sapendo che prima di tutto la gara è con se stessi - continua il popolare conduttore - Ciò che io considero ancora più pericoloso è che questa mania del poker sul piccolo schermo arriva da internet. I ragazzi oggi perdono sulla Rete tanto tempo prezioso, perdendosi in una dipendenza che oscura la serenità e la felicità di fare mille altre cose".
Si tratta dunque dell'ennessimo attacco sommario e discriminatorio nei confronti del poker. Siamo alle solite. Se da un lato possiamo comprendere il profano che continua a pensare che il poker sia necessariamente un rovina-famiglie dall'altro non possiamo tollerare la disparità di trattamento con gli altri giochi. Ultimamente sono usciti spot di concorsi e gratta e vinci in orari protettissimi e nessuno dice mai nulla.
Tuttavia estrapolando una parte delle affermazioni di Conti "i ragazzi oggi perdono sulla Rete tanto tempo prezioso, perdendosi in una dipendenza che oscura la serenità e la felicità di fare mille altre cose", dobbiamo riconoscere che c'è un fondo di verità anche solo per il senso di frustrazione che questo gioco può dare sia ad amatori, che a casi patologici o a professionisti. Sacro santa l'idea di moderarsi nel numero di ore dedicate al poker. Nella vita c'è anche altro.
Interessante l'intervento della famosa conduttrice Paola Saluzzi presente al tavolo di lavoro permanente del Fiuggi Family Festival quest'anno centrato sul tema 'Il gioco sano contro il gioco d'azzardo': "Certo alcuni messaggi negativi passano nei programmi legati al gioco, ma è anche vero - ricorda la Saluzzi - che la tv non è una baby sitter e la responsabilità degli adulti non va elusa".
Come dire se tu passeggi davanti ad un tabacchino sei tu che decidi se entrare a comprarti un pacchetto di sigarette. La stessa cosa vale per il poker. Anche qualora quella in atto in Italia fosse una "propinazione insensata" del fenomeno poker(ma è più che sensata, ndr) l'uomo è libero di giocarci o no. E in ogni caso le tv dovrebbero avere pari trattamento per il poker come per tutti gli altri giochi.
Ma in Italia non c'è. Non c'è parità di trattamento. La paura che il fenomeno poker azzeri gli altri giochi fa paura alle lobby, ma qua entriamo nel pensiero complottistico.....
Daniele Barbera