Fumata grigia, anzi nerissima quella sull'incontro tenutosi a Bruxelles dalla Commissione Europea con i rappresentanti degli enti regolatori nazionali (per l'Italia ovviamente l'Aams) sui giochi e sul gambling.
Il mercato unico, quello .eu per intenderci, non ci sarà. Troppo forte l'interesse di ogni Stato membro di usufruire della propria normativa fiscale per fare cassa in un momento di forte crisi come questo. E troppo differenti, evidentemente, i modelli di tassazione.
I tempi si allungano fino a data da destinarsi, il che ci dà ragionevole certezza che un unico mercato regolamentato europeo per quanto riguarda la nostra disciplina preferita, ovvero il poker, non ci sarà.
Da segnalare la decisione della Gran Bretagna di tassare anche i siti offshore. Il segnale è quello di mantenere il proprio modello fiscale sui siti britannici ma, contestualmente, di non oscurare quelli stranieri e quindi di lasciarli operare per mantenere intatto il principio della libertà dei servizi all'interno del mercato unico. Tassandoli ovviamente.
Daniele Barbera