Dopo l'articolo nel quale abbiamo discusso sull'adattamento dei range a seconda della fase del torneo da oggi entreremo nello specifico andando ad analizzere con più precisione ogni singola fase del torneo. Oggi tratteremo la Middle Stage che è la fase in cui dobbiamo crearci lo stack per affrontare la zona bolla ed entrare nel Late Stage non da short stack.
Dovremmo dunque sempre effettuare nel nostre mosse tenendo conto del nostro stack e delle attitudini degli avversari. Dovremmo attaccare i giocatori più weak e stare più attenti da quelli più forti. Individuare i giocatori weak e quelli forti è uno dei compiti da svolgere nell'early stage.
La middle stage come dice la parola stessa è la fase centrale di un torneo, la fase in cui il giocatore forte deve fare la differenza. Si inizia a parlare di middle stage con l’introduzione delle ante, ovvero da bui 100/200 in poi.
In questa fase bisogna selezionare le mani da aprire in early position e giocare meno loose visto che il nostro stack sarà mediamente compreso tra i 20/30bb (avg).
Spesso ci troveremo in questa fase anche da short stack con stack <20bb, bisognerà quindi giocare (openpushare) le mani premium da early e pushare con range piu largo da late. È importante poi con questo stack giocare in push poiché qualora venissimo flattati e le volte che misseremo il flop andremo a perdere una parte importante del nostro stack, e le chips guadagnate in questo frangente valgono molto di piu’ di quelle perse.
Quando apriamo una determinata mano, dobbiamo poi guardare i giocatori che parlano dietro di noi, perché, qualora una short stack ci raiserà all in con 10/15bb, saremmo in un certo senso committati perche dovremmo aggiungere molte chips per andarci a giocare pot da 30bb+ , bisognerà quindi prima guardare gli stack dei giocatori dietro di noi e nello stesso tempo cercare di selezionare le mani da aprire in modo da avere un equity positiva nel long term.
La middle stage termina piu’ o meno durante la fase la bolla dove ci avvieremo a giocare la late stage/pre final table.
Daniele Barbera