Se da un lato il poker nostrano fa ancora fatica ad affermarsi in un palcoscenico come quello delle World Series non si può dire altrettanto del poker femminile a livello globale.
Anche se dall'ultimo braccialetto rosa conquistato da Vanessa Selbst nel 2008 sono passati 234 eventi gli esperti fanno notare un notevole incremento di risultati da parte di donne in questa 43esima edizione delle Wsop rispetto a quelle dell'anno scorso.
Non è un caso che su 15 eventi già conclusi almeno una donna è apparsa ad un tavolo finale in ben 6 occasioni. Nella precedente edizione solo due donne centrarono un final table, Maria Ho e Odette Trembley.
Anche il dato sulle iscrizioni è di rilevanza assoluta. L'anno scorso tutta la kermesse iridata contò 573 donne iscritte. In questa edizione, che è solo a poco più di un quarto del suo lungo percorso, già 468 femmes fatale si sono sedute tra i tavoli del Rio e del Bellagio.
L'anno scorso le donne totalizzarono vincite per poco più di 900 mila dollari, quest'anno sono già state in grado di collezionare poco più di 760 mila dollari. Di questi 480 mila sono stati incassati da Amanda Musumeci grazie al suo secondo posto in un evento re-entry da 1.500$.
La bella statunitense è pragmatica nella sua analisi: “di sicuro il sogno di ogni giocatore è la vittoria, quella consapevolezza di scrivere un pezzo di storia di questa disciplina. Quest'anno però dovrò accontentarmi di mezzo milione di dollari vinti”.
Amanda va avanti ed elogia l'intero movimento pokeristico femminile: “credetemi, non c'è mai stato un field di giocatrici così forti come in questa edizione delle World Series. Non può che farmi piacere, e anche se quest'anno dovessimo mancare l'appuntamento col braccialetto sono sicura che i nostri risultati miglioreranno sempre più negli anni a venire”.
La Redazione